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Polizia di Stato
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Operazione antimafia “Nerone”:arrestati appartenenti al sodalizio criminale “cosa nostra” operante nei comuni di Piazza Armerina ed Aidone.
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Descrizione:  Le indagini condotte dalla Squadra Mobile hanno consentito di fare luce sulle illecite attività di un sodalizio criminale impegnato principalmente nella riscossione del pizzo.Incendi, danneggiamenti ed estorsioni le principali attività del gruppo che, agendo sotto la direzione di soggetti di importante caratura mafiosa, ha agito prevalentemente nel comune di Aidone, nel cui territorio ha operato una figura emergente di “cosa nostra” Vincenzo Scivoli, pronto a tutto pur di imporre il pagamento del pizzo, parte del quale era destinato alle necessità dell’organizzazione ed al sostentamento dei detenuti. Attivissima, nel sodalizio, la convivente dello Scivoli che ha riscosso estorsioni e fornito fattivo supporto all’associazione.  altro...
Rapine e furti in Piemonte, Lombardia ed Emilia: arresti della Polizia di Alessandria
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Descrizione: La Polizia di Stato di Alessandria ha individuato e arrestato 4 cittadini albanesi autori di numerose rapine e furti in abitazione, consumati nella provincia di Alessandria negli ultimi mesi. La complessa attività investigativa, che ha impegnato la Squadra Mobile per circa 6 mesi, ha permesso di scoprire un gruppo criminale dedito alla commissione di furti e rapine in abitazione e ville, accompagnati da numerosi gesti vandalici nei confronti delle vittime di quei reati; a seguire la merce depredata diveniva oggetto di un vasto giro di ricettazione. La banda operava attuando vere e proprie incursioni nel territorio alessandrino dove compiva razzie nelle abitazioni dei malcapitati. Alcuni episodi criminali sono stati compiuti anche in alcune province limitrofe sia del Piemonte che della Lombardia (Asti, Torino, Cuneo, Piacenza, Lodi, Reggio Emilia, Milano, Bergamo). Sono state compiute numerose intercettazioni ambientali e telefoniche con le quali sono state documentate fitte comunicazioni gravemente indizianti, la cui chiave di lettura funge da collante alle ipotesi investigativa iniziale e ai futuri capi di imputazione da contestare ai responsabili. Sono stati anche eseguiti sequestri probatori di 24 veicoli provento di delitto, tutti di grossa cilindrata, impiegati per i raid serali e notturni dagli arrestati; Si stima che il valore complessivo depredato dal gruppo criminale sia sicuramente superiore ai 2 milioni di euro. Contestualmente all’operazione che ha portato all’arresto degli albanesi, si è proceduto ad una serie di perquisizioni personali e locali con acquisizione di ulteriori elementi di riscontri per i reati in contestazione, nonché la sottoposizione a sequestro di ingente quantità di oggetti di verosimile provenienza delittuosa.  altro...
La bisca..non è più clandestina, interviene la Polizia
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Descrizione: I Poliziotti di Quartiere della Polizia di Stato di Padova, nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo del territorio, erano venuti a conoscenza che in un circolo privato cittadino si giocava d’azzardo. Grazie alle informazioni acquisite sul territorio, gli uomini della Squadra Mobile di Padova hanno avviato un’indagine concentrando l’attenzione sul club “Quirinetta”, in zona Stanga. Nel corso della notte, con l’intervento degli investigatori, dapprima mescolati tra i giocatori, è stato accertato il reato di esercizio di gioco d’azzardo. Proprio l’attività di osservazione dei locali del circolo ha permesso agli operatori di constatare la presenza di una stanza, separata dal resto del locale e dislocata sul retro, nella quale erano stati installati apparecchi, sprovvisti di monitor, riproducenti il gioco del poker, nonché di un’ulteriore sala, adiacente a questa, nella quale veniva cambiato denaro contante con fishes da utilizzare sul tavolo da gioco dove, proprio in quel momento, si trovavano alcune persone intente a giocare a poker. Gli avventori del circolo sono stati tutti identificati: il presidente ed il legale rappresentante, italiani, nonché i gestori di fatto, cittadini cinesi con precedenti specifici, sono stati indagati in stato di libertà per il predetto reato mentre il circolo è stato sequestrato.
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Arrestati 3 immigrati islamici per il reato di addestramento ad attività con finalità di terrorismo.
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Descrizione: La Polizia di Stato ha dato avvio alla fase conclusiva di una articolata attività di indagine, condotta dagli investigatori della DIGOS della Questura di Catanzaro, del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, e del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni per la “Calabria”, dando esecuzione a tre ordinanze di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere, con contestuali perquisizioni, per il reato di addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale, per aver ricevuto e fornito documentazione e materiale informatico con istruzioni sulla preparazione e uso di esplosivi, di armi da fuoco e altri oggetti idonei ad offendere, nonché sulle modalità operative per compiere azioni violente ed atti di terrorismo.I provvedimenti restrittivi sono stati eseguiti nei confronti dell’Imam della moschea di Sellia Marina (CZ), GAROUAN M’Hamed di anni 57, di GAROUAN Brahim, di anni 25, figlio di M’Hamed, entrambi abitanti in Sellia Marina, e di DAHHAKI Younes, di anni 28, abitante in Lamezia Terme, tutti cittadini marocchini.Nel corso dell’indagine, a loro carico, gli investigatori della Polizia hanno acquisito numerosissimi e concreti elementi probatori in ordine al loro ruolo di promotori e diretti esecutori di attività di: addestramento alle azioni violente con finalità di terrorismo, posto in essere a livello internazionale attraverso la rete internet (e in particolare interagendo con canali di comunicazione telematica afferenti all’integralismo islamico) e, sul territorio nazionale, mediante la creazione e la disseminazione di supporti di memoria informatica contenenti istruzioni e manualistica per il confezionamento e l’uso di armi ed esplosivi, per rendere anonime e sicure le comunicazioni telematiche e per il compimento di sabotaggi di sistemi informatici, quali azioni strumentali o complementari rispetto alle tradizionali forme di terrorismo e, comunque, riconducibili al concetto di  jihad globale;radicalizzazione e proselitismo nei confronti degli appartenenti alle comunità islamiche sopra citate, sia attraverso i sermoni all’interno della moschea di Sellia Marina sia mediante la disseminazione di supporti informatici contenenti documentazione multimediale di propaganda jihadista.Nell’ambito della stessa operazione sono stati sottoposti a provvedimento di perquisizione ulteriori nove cittadini extracomunitari, di cui otto residenti in provincia di Catanzaro ed uno in provincia di Ravenna, che, a vario titolo, hanno concorso, in funzione strumentale, alla realizzazione del disegno criminoso sopra illustrato.Alle perquisizioni hanno partecipato anche agenti della DIGOS della Questura di Ravenna, del Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni “Emilia Romagna”, nonché delle unità specializzate del Reparto Prevenzione Crimine “Calabria”, degli Artificieri e delle Unità Cinofile Antiesplosivo della Polizia di Stato.L’operazione prende il nome da uno degli spazio web in lingua araba, il cui significato è traducibile in “Nostalgia”, con contenuti riconducibili al fondamentalismo islamico, frequentato dagli arrestati.
 
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Traffico internazionale di stupefacenti,arresti.
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Descrizione: La Polizia di Stato di Pisa ha arrestato tre cittadini marocchini, due donne ed un uomo, responsabili di traffico internazionale di stupefacenti e ha eseguito due fermi di altri due cittadini marocchini che risultavano gli organizzatori e i destinatari finali delle sostanze stupefacenti.In particolare gli investigatori della Squadra Mobile di Pisa hanno accertato che gli arrestati erano in grado di gestire canali di approvvigionamento in tutta Europa.Per eludere i controlli di polizia i trafficanti avevano affidato il compito di corrieri della droga alle due donne, una incinta di sette mesi e l'altra madre di due figli minori.Durante l’operazione sono state sequestrati ingenti quantitativi di stupefacenti.   altro...
“Pendolarismo criminale",sgominata banda rapinatori siciliani.
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Descrizione: Si è appena conclusa una operazione della Polizia di Stato di Modena, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena, per l’esecuzione di 6 ordinanze di custodia cautelare a carico dei componenti di un gruppo di rapinatori siciliani, rientranti nel più noto fenomeno del “pendolarismo criminale”, specializzati negli assalti in danno di istituti di credito del centro e del nord della penisola.Gli arrestati, e destinatari dei provvedimenti cautelari coercitivi, sono sia gli esecutori materiali delle rapine che i fiancheggiatori; per tutti le accuse vanno dalla rapina aggravata in concorso al porto di arma.Le indagini degli investigatori della Squadra Mobile di Modena hanno consentito di appurare che i componenti della banda curavano le attività criminose dimostrando metodo e professionalità: in occasione di ogni rapina venivano infatti svolte primarie attività di sopralluogo da parte dei basisti, che poi davano il via libera agli esecutori materiali. Solo allora, i rapinatori partivano dalla Sicilia, raggiungevano la provincia di Modena (in aereo, in treno o con il mezzo di trasporto ritenuto più sicuro) e consumavano le rapine, facendo poi rientro a Palermo.Ai componenti della banda sono state contestate le rapine consumate il 16 gennaio 2009 in danno del Banco San Geminiano e San Prospero Agenzia di Sassuolo (Mo), il 2 febbraio 2009 in danno della Banca Popolare di Novara e Verona - Banco San Geminiano e San Prospero Agenzia di Fiorano Modenese, il 27 aprile 2009 in danno della Banca Modenese agenzia di Sassuolo il 1luglio 2009 in danno del Banco San Geminiano e San Prospero Agenzia di Sassuolo.  altro...
Usura:operazione a Messina, per vittime interessi fino al 300 peer cento.
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Descrizione: Si è da poco conclusa un’operazione della Polizia di Stato di Messina per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di sette persone indagate perché ritenute responsabili di farsi dare o promettere interessi usurari come corrispettivo dell’erogazione di denaro.Ad alcuni degli indagati sono stati inoltre contestati il reato di estorsione e riciclaggio.Le indagini della Squadra Mobile, avviate nell’agosto del 2008, hanno permesso di accertare che le vittime dell’usura erano costrette a corrispondere interessi che variavano dal 20 al 30 per cento mensilmente, fino a raggiungere, a causa dei continui incrementi, anche il 300 per cento. E’ stata accertata, altresì, la correità di un esponente di spicco della criminalità organizzata messinese che, con la minaccia di ritorsioni, costringeva le vittime al versamento delle somme di denaro; tra gli indagati risulta anche un avvocato del Foro di Messina.  altro...
Arrestato dopo 35 anni responsabile omicidio.
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Descrizione: La Polizia di Stato di Enna ha notificato in carcere un provvedimento restrittivo nei confronti del pluripregiudicato Aldo Consoli detenuto per altra causa, ritenuto responsabile di un omicidio avvenuto nel 1975.L’attività investigativa, avviata a seguito della riapertura delle indagini relative all’omicidio di Irene Sanalitro, di 83 anni, avvenuto ad Enna il 27 agosto 1975, ha consentito di acquisire significativi elementi di colpevolezza a carico di Consoli, il quale ha fornito dichiarazioni auto accusatorie in ordine al delitto, riferendone particolari poi riscontrati. In proposito, è emerso che l’omicidio si è consumato all’interno dell’abitazione della vittima, dove Consoli si era introdotto nella notte per consumare un furto.Scoperto dall’anziana donna, l’omicida la percuoteva al volto, per poi soffocarla con un cuscino.L’indagine  si inquadra in un più ampio contesto che si propone di riaprire indagini sui c.d. “casi freddi”, coordinate dall’Unità Delitti Insoluti, istituita presso la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e composta da investigatori del Servizio Centrale Operativo e da esperti del Servizio Polizia Scientifica.  altro...
Lucca: stanco di fare il bandito, pregiudicato si consegna
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Descrizione: La Polizia di Lucca ha arrestato un pericoloso rapinatore seriale, pluripregiudicato per gravi reati tra cui associazione a delinquere di stampo mafioso, sequestro di persona, estorsione, rapina a mano armata, traffico di stupefacenti, già affiliato alla ‘ndrangheta del ponente ligure ed ex collaboratore. Inconsuete le modalità dell’ arresto. Il pregiudicato, dopo aver chiamato il centralino della Questura ha chiesto  di parlare con il Capo della Squadra Mobile, cui ha confidato di essere stanco di condurre una vita da criminale, di non voler fare più del male al prossimo e di voler confessare alcune rapine. In cambio ha preteso solamente di essere arrestato dal Funzionario in persona.  Dopo essere stato rintracciato, il pregiudicato ha voluto abbracciare i poliziotti che lo hanno arrestato, cui ha confidato di sentirsi meno solo tra le mura del carcere che da libero.  altro...
Lucca: operazione contro falsi permessi soggiorno.
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Descrizione: La Polizia di Stato di Lucca ha eseguito una complessa indagine finalizzata al contrasto della immigrazione clandestina e delle false dichiarazioni di emersione dal lavoro irregolare che un gruppo di italiani senza scrupoli aveva realizzato in Versilia.Il gruppo criminale, composto da sei persone residenti a Viareggio, aveva pensato di allestire una vera e propria centrale del malaffare per l’assunzione fittizia di clandestini mediante la regolarizzare di colf o badanti che lavoravano “in nero”. Il capo della organizzazione, esperto della normativa sulla immigrazione, dietro pagamento di alcune migliaia di euro confezionava false dichiarazioni di assunzione di due badanti (il massimo consentito dalla legge) per far ottenere ai clandestini il sospirato permesso di soggiorno. L’organizzazione produceva falsi certificati medici attestanti patologie invalidanti, necessari per ottenere il permesso, nonché false dichiarazioni dei redditi, poiché era necessario dimostrare all’ Ufficio Immigrazione di avere un reddito almeno doppio rispetto allo stipendio da corrispondere ai falsi assunti.Le indagini della Squadra Mobile hanno permesso di scoprire che sovente anche gli indirizzi ove gli stranieri avrebbero dovuto svolgere le mansioni di badanti erano fittizi. Altri 5 italiani facenti parte della organizzazione, che per una percentuale sugli illeciti utili si sono spacciati per falsi datori di lavoro, sono stati denunciati a piede libero.Gli stranieri falsamente assunti sono stati dodici, ognuno dei quali ha dovuto pagare 3.000 euro all’ organizzazione.  altro...
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